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Nota 16

2 luglio 2011

Dopo avere superato Vac, terminata l'ansa del Danubio, una ragazza mi raggiunge sul retro del battello. Mi chiede perché viaggio solo. Non le rispondo e lei sorridendo mi dice di chiamarsi Anna e che in fin dei conti si viaggia sempre soli. Io penso che forse è l'unico modo per incontrare: la solitudine. E poi non mi sembra questo gran problema. Così fumiamo un paio di sigarette e lei, mentre guardiamo il fiume, mi regala qualche aneddoto sulla vita in Ungheria.

A Budapest arriviamo a notte inoltrata. È come se si aprisse il sipario di un grande teatro. il fiume maestoso entra nella città illuminata; sulle sponde si appoggiano edifici che, come elaborate quinte, finalmente lo incorniciano e gli rendono il meritato onore. Il primo pensiero è che Budapest sia un monumento al Danubio.