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Nota 41

16 agosto 2011

Arrivo al castello. L'interno è un quadrato con uno scalone su di un lato, 4 palme e un pozzo centrale. Il sole provoca ombre geometriche. Linee che rendono nitidi i confini del mondo reale. Le ombre: finora non ne ho parlato. Determinano direzione, spazio e tempo. Noi viviamo e abbiamo un'ombra. A volte più nitida a volte confusa. A Bari sembra che prendano spazio e decidano di recitare da protagoniste. S'intersecano al mondo e quello che si vede è un connubio tra reale e irreale.

Le ombre: quelle del mondo e le nostre, che inevitabilmente trasportiamo. Certo che in viaggio ci si pensa, si cerca di fare luce sulle zone buie dei nostri pensieri. I pensieri risalgono da profondità e si agganciano al cervello. Così saldamente che non si può fare nulla, se non fermarsi e cercare di sviluppare il tutto: affrontandolo. Perché altrimenti si sprofonda. È così che mi fermo nella tranquillità del palazzo Svevo. Cerco di ordinare ombre.