PDFStampaE-mail

Nota 7

Scritto da Flavio

19 giugno 2011

Banchetti di ogni tipo inneggiano e celebrano le nozze di Martin Lutero e Katarina von Bora. Per le strade di Wittenberg costumi medioevali e in ogni piazza musica, spettacoli, tiro con l'arco, gare di destrezza, cavalli, capre, oche, cani, tendoni, forge e in particolare: cibo. Porcellini allo spiedo, bistecche, weisswurst, rotwurst , kurrywurst, knackwurst, wienerwurst, bregenwurst, blutwurst, thüringerwurst, bratwurst e così via, passando da crauti a patate, da pane all'aglio a dolci. Poi la la sfilata di 2000 persone che coinvolge le decine di migliaia di spettatotri, ammucchiati ai lati, ad urlare "Jubeln!" e a chiaccherare con chi sfila... così che lo spettacolo diventa la strada intera... Le donne, che portano dei campanelli alle caviglie che risuonano a ogni passo, regalano buoni-indulgenza da consumare in ristoranti e boccali di birra, bicchieri di liquore, carne, talvolta un bacio. Insomma sarà anche a causa del nettare d'Odino che scorre a fiumi, ma qua, più che l'austera culla dela riforma protestante a me sembra di stare in in gigantesco baccanale medioevale.

   

PDFStampaE-mail

Nota 6

Scritto da Flavio

16 giugno 2011

C'era un cervo fuori dalla casa di Kandinsky e Klee, spaventato. Sembrava domandarsi cosa ci facesse là. L'ho guardato, fino a quando è sparito nel bosco. Il bauhaus mi piace. Ancora di più da 30 metri. Tutto ha a che fare con il luogo, con la ricerca di luce, con il passato e il presente. In fin dei conti è come se avessero appoggiato il cielo sulle costruzioni. E non è cosa da poco, assolutamente. anzi, funziona alla perfezione.

Cucina casa Kandinsky

 

Saranno le strade fuori proporzione, che larghe e dritte portano in una direzione indefinita, ma Dessau mi appare triste. Tristezza accumulata da generazioni; e forse serviranno generazioni per toglierla. La gente non ti guarda negli occhi, ed è strano. Ma poi, quando ci si parla, tutto funziona allo stesso modo, come in ogni angolo del mondo.

   

PDFStampaE-mail

Nota 5

Scritto da Flavio

15 giugno 2011

Ecco Halle. Ci sono venuto perché è la terra di Cantor, il matematico. Anche se qua tutto parla di Händel. A Cantor dobbiamo il concetto di Infinito, che non è poco. Camminava, per queste strade immaginando quanto nessuno aveva fatto prima di lui. Infatti talvolta impazziva e iniziava a sostenere a gran voce che Shakespeare non fosse mai esisito. O se fosse vissuto era solo un volgaro ladro. I testi erano di Bacone, un italiano. Ieri Christa, una ragazza della città, mi ha portato in Cantor Strasse. Ho fotografato il cartello stradale sotto lo sguardo incuriosito di una coppia d'anziani. C'è anche un monumento a Cantor, ma non valeva un'immagine.


Vedi tutte le foto sul profilo Flickr!

   

PDFStampaE-mail

Nota 4

Scritto da Flavio

14 giugno 2011

Ho osservato Stoccarda dall'alto, dalle colline che la assediano, così per non rischiare. Stamane mi sono svegliato con il sole che entrava dalla finestra passando accanto alla torre della Mercedes Benz. È così: sono partito. Doccia e poi lavoro al computer, preparare le puntate dei primi giorni. Mi chiedo cosa ci faccio qui, ma non conosco altra soluzione. Ci sono molte gru nel cielo. Forse è un mondo da costruire.

   

PDFStampaE-mail

Nota 3

Scritto da Flavio

13 giugno 2011

Sulla casa dov'è nato Le Corbusier c'è una targa con scritto "Lait ce Beton".

 

Le Corbusier "Lait Ce Beton" La casa di Le Corbusier

   

PDFStampaE-mail

Nota 2

Scritto da Flavio

11 giugno 2011

L'importante è che non parti in un sacco e torni in un baule! Così mi ha detto un amico. Poi mi ha salutato ed ha aggiunto Guardalo il mondo, guardalo! ed è sparito, dietro alla stazione di Mendrisio. Sono sul treno verso Nord, poco sotto le Alpi, con me uno zaino e una borsa a tracolla.

ZAINO: guide turistiche (Germania, Cechia & Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Serbia, Turchia, Romania, Grecia) 3 paia di calze, 3 boxer, 1 jeans, 2 t-shirt, 1 blocco per gli appunti, 35 matite VO, 3 libri (La linea d'ombra di Condrad, il Simposio di Platone e Il sorriso eterno di Lagerkvist) 1 quarzo del Pizzo Lucendro (grazie), 1 felpa, una giacca in pelle, cerotti (grazie), coltellino, happydent white, sigarette gauloise bleu.

TRACOLLA: computer, microfoni, videocamere, macchina fotografica, lettore mp3, occhiali da sole (ora piove), pennetta internet internazionale, cavi & cavetti & caricatori, 1 fiaschetta in metallo con grappa nostrana, telefono cellulare, mouse e documenti.

Ecco qua: pronto per i prossimi 3 mesi (o quasi). Sicuramente parto leggero, quasi in ogni senso. Ora è tutto da scoprire e riscoprire. Rivelare e ri-velare. Chissà come si era organizzato LC (LC = Le Corbusier)...

Il tunnel ferroviario del San Gottardo termina mostrandomi Göschenen. Alle spalle la Svizzera italiana, la mia lingua, la mia quotidianità.

Ora sono in viaggio.

   

PDFStampaE-mail

Nota 1

Scritto da Flavio

Il mio tavolo da lavoro è ricolmo di dettagli. Approcci diversi, storie. Forse è arrivata l'ora di fermare tutto. E di lasciarsi andare con dolcezza, speranza e decisione, nel viaggio reale.

Ho trovato scritto, in "Fuga senza fine" di Joseph Roth, Non ho nulla da perdere. Non sono né coraggioso, né curioso di avventure. Un vento mi spinge, e non temo di andare a fondo.

   

Pagina 6 di 6

<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 Succ. > Fine >>